Dal blog di Beppe Grillo, Marco Travaglio dice:

“Angelo Rizzoli, l’erede della famiglia Rizzoli, il più importante gruppo editoriale privato e puro – facevano solo gli editori, i Rizzoli – che ha fatto la storia dell’editoria italiana e che a causa di quest’ultimo rampollo, negli anni Ottanta fu consegnata con dentro il Corriere della Sera alla P2, dopo avere accumulato debiti incredibili.
Rizzoli fu arrestato; era iscritto alla P2, fu condannato per bancarotta patrimoniale societaria in amministrazione controllata, per avere distratto dalle casse del gruppo la bellezza di 85 miliardi di lire degli anni Ottanta.
Ventisei anni dopo ha chiesto alla Cassazione di annullare quella condanna per bancarotta perché… lo chiedo a voi!
Se avete visto i giornali e i telegiornali il messaggio che è passato è che ventisei anni dopo, ventisei anni di calvario, questo pover’uomo è stato completamente scagionato dalla Cassazione che ha stabilito che non aveva fatto niente.
Assolutamente falso! La sentenza è simile a quelle che riguardano Berlusconi sul falso in bilancio, dove si dice che il falso in bilancio non è più previsto dalla legge come reato, perché è stato depenalizzato.
Nel caso di Rizzoli non se l’è depenalizzato lui, questo è il suo unico elemento di vantaggio rispetto a Berlusconi. Berlusconi si depenalizza direttamente i reati, ma l’assoluzione di Angelo Rizzoli che poi se ne va in giro a fare la vittima del complotto e a dire “mi hanno ridato l’onorabilità, esco pulito a testa alta”… per niente! Quello era reato quando l’aveva commesso, non era più reato quando se n’è occupata la cassazione, chiamata da lui a cancellare una condanna che aveva già avuto perché nel frattempo, nel 2006, è stata abolita la bancarotta patrimoniale societaria in amministrazione controllata.
Uno, quando è così fortunato che gli cancellano il reato, accende un cero alla Madonna o a Licio Gelli se è iscritto alla P2 e crede in altre religioni, e certamente non va in televisione a fare la vittima.
Lui ha fatto la vittima e adesso vuole addirittura il risarcimento dei danni, quasi come Mastella, ci chiede altri soldi, e tutti inebetiti di fronte a lui a dargli man forte e la possibilità di raccontare palle ai cittadini italiani.
Vedete che, a differenza del caso Mastella che si sta concludendo negativamente e quindi viene occultato dai giornali, il caso di Angelo Rizzoli che invece si è concluso molto positivamente, fortunosamente per lui, è stato grandemente enfatizzato dai giornali.
La gente ha detto su Mastella “chissà com’è andata a finire”, su Rizzoli invece si può scrivere che l’indagine non stava in piedi perché non aveva fatto niente, tanto poi chi lo viene a scoprire che l’hanno assolto soltanto perché avevano cancellato il reato?
Passate parola.”

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